Obesity Day 2022 – Obesità emergenza mondiale: è tempo di agire per tutti in modo sinergico, rapido ed efficace

Obesity Day 2022

Obesità: i numeri in continua crescita ne fanno una pandemia silenziosa e pericolosa

I numeri sono stratosferici: nel mondo, sono almeno 800 milioni le persone in eccesso di peso. Numeri stratosferici che rendono l’obesità una priorità sociale, sanitaria, economica e clinica e non c’è tempo da perdere, è arrivato il momento di agire.

L’obesità è causa diretta di 340.000 mila morti ogni anno in Europa, è associata allo sviluppo di numerose malattie croniche non trasmissibili come il diabete tipo 2; e rappresenta un fattore predittivo per lo sviluppo di complicanze, anche fatali, da COVID-19, eppure non è ancora riconosciuta come malattia cronica.

 

Giornata Mondiale dell’Obesità 2022: il messaggio chiave della campagna internazionale

Everybody Needs To Act”, ossia “è arrivato il momento di agire e fare un passo avanti nella lotta all’obesità”, è il tema al centro dell’incontro che si è svolto il 3 marzo al Senato su iniziativa della Sen. Daniela Sbrollini che ha invitato tutti i partecipanti a uno sforzo congiunto per affrontare l’obesità e trasformare la consapevolezza diffusa in un’azione globale, mirata ed efficace. Non è più il tempo delle parole ma è tempo di fatti concreti, di sfide vinte. Per tutti è tempo di agire, sinergicamente per contrastare l’obesità e per offrire Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali in tutte le Regioni e per tutti i cittadini, per dare le stesse opportunità a tutti.

 

Un grande supporto alla lotta all’obesità da parte di tutte le Istituzioni coinvolte

L’evento è stato organizzato con il supporto scientifico dell’Intergruppo Parlamentare Obesità & Diabete, World Obesity Federation, SIO – Società Italiana dell’Obesità, IO NET – Italian Obesity Network, OPEN ITALYObesity Policy Engagement Network ITALY, in collaborazione con il programma Driving Change in Obesity e con gli auspici delle principali Istituzioni e Associazioni coinvolte nella gestione, assistenza e supporto della persona con obesità: Fondazione ADI – Associazione Italiana di Dietetica e nutrizione clinica, Amici Obesi, IBDO FoundationItalian Barometer Diabetes Observatory Foundation, SICOB – Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle malattie metaboliche, SIE – Società Italiana Endocrinologia, SIEDP – Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica, SIMG -Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie.

 

Durante l’incontro al Senato è stata illustrata la Lettera Aperta per richiamare le Istituzioni a un’azione sinergica e rapida, dando priorità agli investimenti per la lotta all’obesità.

 

In questa occasione è stata presentata la lettera aperta sottoscritta dai rappresentati degli stessi enti organizzatori e partner dell’evento indirizzata ai Rappresentanti del Governo, del Ministero della Salute, del Parlamento e ai presidenti di Regione, ai Sindaci e alle autorità sanitarie nazionali e locali per richiamare l’esigenza di considerare l’obesità una priorità sociosanitaria e sollecitare a un’azione sinergica e rapida, dando priorità agli investimenti per la lotta all’obesità.

 

È necessario agire con urgenza sia a livello nazionale che internazionale

“Basti pensare che in Europa il 53 per cento (53%) della popolazione è affetta da sovrappeso o obesità. Inoltre, l’obesità grava sull’economia con dei costi diretti, sociali, economici e clinici pari a circa 70 miliardi di euro, questo senza considerare i costi indiretti legati alla perdita di produttività”, spiega Luca Busetto, Co-chair Obesity Management Task Force della European Association for the Study of Obesity – EASO. “Per questo motivo è fondamentale investire nella prevenzione e nella cura dell’obesità, in quanto problema rilevante di salute pubblica e di spesa per il nostro Sistema Sanitario. Basti pensare che in Italia rappresenta il 9 per cento della spesa sanitaria annua e porta a una riduzione del PIL del 2,8 per cento. Se non affrontiamo l’obesità, la spesa medica diverrà presto per noi insostenibile”.

 

L’obesità è una malattia cronica multifattoriale

“Necessita di cure e trattamenti adeguati, è associata allo sviluppo di malattie croniche non trasmissibili come diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, ipertensione, malattie del fegato e almeno 12 tipi di tumori. Nel 2021 è stato osservato come l’eccesso di peso sia inoltre un fattore predittivo significativo dello sviluppo di complicanze, talvolta fatali, da COVID-19”, afferma Paolo Sbraccia, World Obesity Federation. “Per questo nella Giornata Mondiale dell’Obesità 2022 chiediamo che le Istituzioni politiche e scientifiche italiane collaborino tra loro a creare percorsi assistenziali chiari e implementare le strutture specialistiche multidisciplinari a sostegno del trattamento dell’obesità, ma anche della diagnosi e della cura delle sue complicanze per portare a un reale cambiamento”.

 

Obesità infantile: in Italia un bambino su 3 sotto gli 8 anni soffre di obesità

“Secondo i dati Istat, circa il 46 per cento (46%) delle persone sopra i 18 anni sono in sovrappeso o con obesità, ma il dato più preoccupante riguarda l’obesità infantile che interessa un bambino su tre sotto gli otto anni, una percentuale decisamente superiore alla media europea che fa collocare il nostro Paese al quarto posto in Europa”, commenta Andrea Lenzi, Presidente OPEN ITALY e Presidente Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita della Presidenza del Consiglio dei ministri.

 

Includere la cura dell’obesità nei LEA

“Non tutto è negativo, possiamo ancora cambiare questa situazione – esorta Lenzi – Se ci uniamo tutti, possiamo ottenere grandi risultati. Il prossimo passo in avanti necessario è l’inserimento dell’obesità nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), traguardo fondamentale per garantire un pari accesso alle cure su tutto il territorio nazionale”, così come avviene per il diabete e per altre malattie croniche non trasmissibili.

 

“È necessario incrementare la capacità del Sistema Sanitario Nazionale di erogare e monitorare i servizi per la persona con obesità  e un aiuto in questo senso potrebbe venire attraverso l’istituzione della Rete Regionale per la Prevenzione e la Terapia Integrata dell’Obesità, che coinvolgerà diversi centri specialistici locali e medici di medicina generale per formare professionisti sanitari in grado di assistere pienamente la persona con obesità e garantire supporto personale, familiare, scolastico e lavorativo”, commenta Giuseppe Fatati, Presidente Italian Obesity Network – IO NET. “Le reti regionali sono efficienti e portano a dei risultati positivi, a testimoniarlo la Rete Obesità Veneto, che è riuscita a garantire un approccio multiprofessionale e multidisciplinare andando incontro alle esigenze del singolo paziente e mettendo in luce una più facile gestione degli aspetti logistici e organizzativi. Quindi, pur nel dovuto rispetto della differenziazione regionale, è utile sfruttare questo esempio per creare un sistema di rete assistenziale dedicato alla prevenzione e alla cura dell’obesità in tutte le realtà regionali”.

 

“Il 13 novembre del 2019 è stata approvata la Mozione sul riconoscimento dell’obesità come malattia presso la Camera dei Deputati, ma a causa del Covid19, che, oltre ad aver rallentato la presa in carico di obiettivi prefissati, ha evidenziato ancora di più la fragilità delle persone con obesità nei confronti della pandemia, poco è stato fatto per incrementare l’assistenza e fornire un adeguato supporto professionale. Infatti, ad oggi, la chirurgia bariatrica è l’unico trattamento rimborsato e non vi è un numero sufficiente di centri per l’obesità per supportare efficacemente le persone che ci convivono. Investire nella cura e nella prevenzione di questa malattia deve essere una questione prioritaria e richiede l’azione e l’impegno di tutti, su tutti i territori, in una fase storica in cui molto favorevoli sono le condizioni per perseguire tale obiettivo”, interviene l’On. Roberto Pella, Presidente Intergruppo Parlamentare Obesità e Diabete. “La lettera aperta inviata alle Istituzioni di interesse è volta proprio a ottenere il riconoscimento governativo, clinico, sociale e sanitario dell’obesità come malattia cronica, così da inserire le prestazioni riguardanti l’obesità nei LEA, creare una rete nazionale di cura per l’obesità e anche un Piano Nazionale sull’obesità: è il momento di agire con azioni concrete nella lotta all’obesità. Se non affrontiamo l’obesità, la spesa medica per il trattamento delle malattie che ne derivano finirà per condizionare le generazioni future con conseguenze importanti sull’intero Sistema Sanitario Nazionale”, conclude la Sen. Daniela Sbrollini, Presidente Intergruppo Parlamentare Obesità e Diabete. È il momento delle sinergie e delle alleanze come questo incontro ha voluto fortemente sottolineare. È tempo di agire. Per tutti.

 

 

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