La chirurgia dell’obesità al Policlinico San Pietro

La chirurgia dell’obesità al Policlinico San Pietro

Un grande futuro dietro le spalle. È quello del dott. Vincenzo Borrelli, chirurgo bariatrico che – grazie a un’esperienza maturata in oltre 18 anni, con più di 1000 interventi di chirurgia bariatrica (chirurgia dell’obesità e metabolica) – è oggi alla guida del Centro di  Eccellenza Sicob nella nuova Unità di Chirurgia dell’Obesità del Policlinico San Pietro, a Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo. Siamo andati a incontrarlo per conoscere l’intero suo team multidisciplinare.

 

Un nuovo incarico di prestigio, una nuova equipe multidisciplinare

“Effettivamente si, da ottobre 2018, sono il responsabile della nuova unità di chirurgia bariatrica presso il Policlinico “San Pietro” di Ponte San Pietro (Bergamo). Opero con un’ equipe multidisciplinare in un’ambiente ritenuto idoneo dalla Sicob, Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità, come Centro di Eccellenza di chirurgia bariatrica”.

“Nella valutazione di un paziente con obesità grave, candidato a chirurgia bariatrica, è fondamentale la gestione multidisciplinare, che tenga conto del paziente nella sua complessità e del suo stato psico-fisico. Per questo, il paziente affronta un vero e proprio percorso con il supporto di diverse figure sanitarie. La mia equipe è formata come da Linee Guida della Sicob: da un aiuto chirurgo (dr. Francesco Frattini), da una nutrizionista (d.ssa Monica Giuffrè), due psicologhe (d.ssa Francesca Perletti, d.ssa Roberta Cattanei), la case manager (Rossella Cassera) e la patient manager (Barbara Servalli)”.

 

Quali sono i vantaggi della chirurgia bariatrica?

“La chirurgia dell’obesità è più efficace rispetto alla terapia convenzionale: si perdono molti più chili, è più facile mantenere la perdita di peso e molte delle eventuali malattie associate (co-morbidità) migliorano o scompaiono. Purtroppo accanto a questa maggiore efficacia, è presente anche un maggior rischio: la peggiore complicazione della dieta può essere un aumento di peso mentre le peggiori complicazioni della chirurgia bariatrica sono sovrapponibili a quelle della chirurgia generale”.

 

La chirurgia bariatrica si esaurisce con l’atto chirurgico?

“Assolutamente NO e ci tengo a sottolinearlo più e più volte anche con i nostri pazienti. A differenza di altri interventi chirurgici, la chirurgia dell’obesità non si esaurisce nell’atto operatorio: chi vi si sottopone deve sapere che per ottenere i migliori risultati (buona perdita di peso e pochi effetti collaterali) è necessaria una stretta collaborazione tra il paziente e i vari componenti del suo team e un forte impegno da parte della persona operata. È importante in questo senso, che il paziente osservi scrupolosamente tutti i consigli ricevuti in ogni fase del suo percorso, prima-durante-dopo l’intervento, assuma regolarmente gli integratori, si presenti a tutte le visite di controllo nei tempi stabiliti.
NON ESISTONO INTERVENTI MIRACOLOSI: ed è bene esserne consapevoli e rivedere le proprie aspettative. Tutti gli interventi possono – in percentuali differenti – fallire o dare complicazioni e per tutti esiste la possibilità, di re-intervento”.

 

La chirurgia bariatrica è un intervento salvavita?

“L’obiettivo realistico della chirurgia bariatrica a cui bisogna puntare non è tanto quello di eliminare i chili in eccesso quanto quello di ridurre il peso in modo stabile, ottenendo la scomparsa o il miglioramento delle malattie associate”.
Se intendiamo l’obesità come una malattia che prima o poi comporta delle complicanze potenzialmente mortali, la chirurgia dell’obesità può essere considerata un intervento salva vita, perché in realtà avendo un risultato in termini di perdita di peso, le complicanze che sarebbero potute intervenire o le complicanze che sono già in atto, o non compaiono oppure hanno una completa remissione.

Possiamo considerare ad esempio: il diabete di tipo 2, l’ipertensione arteriosa, l’insufficienza respiratoria, la steatosi epatica e molte altre, sono per la maggior parte complicanze dovute all’eccesso di peso. Una volta che il peso viene a essere ristabilito e a ritornare nella norma, queste complicanze nella maggior parte dei casi scompaiono o migliorano drasticamente.

 

Quali interventi eseguite?

“Presso il Policlinico San Pietrovengono eseguiti tutti gli interventi universalmente riconosciuti, nel mondo della chirurgia dell’obesità. Hanno tutti un accesso con copertura del Sistema Sanitario Nazionale e sono quelli naturalmente qualificati dalla Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità, la SICOB.

Al termine della prima visita multidisciplinare al paziente viene consegnato il consenso informato in modo tale che, oltre ad aver avuto modo d’interagire con il chirurgo per quanto riguarda le possibili complicanze abbia la possibilità di portarlo a casa,  leggerlo con calma, eventualmente insieme ai familiari per poter sviscerare ogni eventuale dubbi ed elaborare ulteriori domande per l’incontro successivo.

 

Qual è l’iter che deve seguire il paziente nel vostro Centro

La caratteristica del nostro centro è di seguire le linee guida nazionali e internazionali, sia in termini di chirurgia sia del percorso pre-operatorio, nutrizionale e psicologico, sia soprattutto per quanto riguarda, il follow up, una fase delicata e importantissima, in cui – come già detto – l’impegno del paziente è davvero fondamentale per il risultato finale.

Nel momento in cui c’è l’indicazione all’intervento chirurgico, il team decide quale sia l’intervento ideale per il paziente, parlandone naturalmente insieme, ed illustrando gli interventi restrittivi, interventi malassorbitivi o interventi misti (ibridi). Una volta deciso l’intervento chirurgico più appropriato, il paziente viene sottoposto agli esami pre-operatori per avere l’ok anche da parte dell’anestesista.

 

Quanto dura la degenza?

Le tecniche chirurgiche sono tutte a carattere mini invasivo, gli interventi vengono quindi eseguiti con accesso laparoscopico o endoscopico; inoltre caratteristica peculiare di questo centro è l’anestesia che viene eseguita con il protocollo ERAS, in più innovativo. Tutto questo fa si che la ripresa operatoria del paziente sia molto veloce; il fatto di non posizionare drenaggi, cateteri o sondini nasogastrici facilita la ripresa post-operatoria e nella maggior parte dei casi dopo un’ora dall’intervento il paziente può camminare e iniziare a bere liquidi e nel giro di due notti tornare a casa.

 

Che cosa succede  nell’immediato post-operatorio?

Dopo un’ora dall’intervento il paziente può iniziare a bere e a camminare, in tempi rapidi, come abbiamo visto. La  sintomatologia che può insorgere dopo questo tipo di interventi è soprattutto dovuta alla localizzazione gastrica, quindi spesso si può avere senso di nausea, dei crampi a livello addominale, ma che riusciamo molto bene a controllare con la nostra terapia antalgica post-operatoria.
Importanti sono i parametri che vengono presi nell’immediato post-operatorio: temperatura corporea, pressione arteriosa, frequenza e ossigenazione, in modo tale da capire se il paziente è già in ottimo stato e quindi può già iniziare a intraprendere il percorso post-operatorio.

 

Quali sono le possibili complicanze a cui può andare incontro il paziente?

Le complicanze della chirurgia bariatrica si possono classificare in due tipi:

  • nel primo tipo includiamo le complicanze più generiche, ovvero assimilabili a quelle di qualsiasi tipo di chirurgia generale, quindi si può avere un sanguinamento post-operatorio oppure si possono avere delle ernie post-operatorie;
  • le complicanze più specifiche della chirurgia dell’obesità sono strettamente conseguenti alla tipologia d’intervento che si è eseguito, ad esempio: se è stato fatto  un bendaggio gastrico, questo può dislocarsi; dopo una sleeve gastrectomy, la complicanza più temibile è quella di una fistola gastrica che si manifesta soprattutto con febbre, che può insorgere anche dopo settimane dall’intervento bariatrico. Il bypass gastrico può provocare delle complicanze a medio termine, quelle più frequenti e problematiche sono soprattutto un’ernia interna, che si manifesta come un’occlusione intestinale oppure un’ulcera anastomotica che si presenta con dolore soprattutto livello gastrico.

 

Quando e perché in alcuni casi occorre re-intervenire? Qual è la responsabilità del paziente?

I re-interventi dopo la chirurgia dell’obesità vengono eseguiti soprattutto per insufficiente calo ponderale, quindi l’obiettivo dei re-interventi bariatrici è quello di  potenziare l’intervento primario. Nella maggior parte dei casi, incidono parecchio le abitudini sbagliate che il paziente ha iniziato ad avere nell’immediato post-operatorio o comunque dopo anni dall’intervento o la scarsa aderenza alle raccomandazioni ricevute che portano a una ripresa di peso oppure a un calo ponderale insufficiente.

Nella maggior parte dei casi i re-interventi bariatrici vengono eseguiti con tecnica mini invasiva ma naturalmente in casi selezionati, ovvero si procede solo quando si è ben consapevoli – sia da parte del paziente che da parte dell’equipe – che vi siano degli errori che  possono essere migliorati con l’intervengo chirurgico di revisione, ma soprattutto quando sia attuabile una ri-educazione alimentare del paziente prima del re-intervento. Questo approccio è fondamentale per poter avere un successo più duraturo o più facile da raggiungere rispetto all’intervento primario.

 

 

Per saperne di più

Linee Guida Sicob, revisione 2016

Standard Italiani per la Cura dell’Obesità SIO-ADI, 2016-2017

 

"Poter vivere una vita normale... non una vita a metà"

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