La dieta dopo la sleeve: 10 punti cardine

La dieta dopo la sleeve: 10 punti cardine

Con la consulenza della d.ssa Monica Giuffrè**, Specialista in Scienza dell’Alimentazione

 

La sleeve gastrectomy (sleeve) è un intervento di chirurgia bariatrica di tipo gastrorestrittivo: ciò significa che lo stomaco viene tagliato in una lunga “striscia”, simile a una tasca (da cui il nome sleeve, tasca in inglese). Le ridotte dimensioni del nuovo stomaco (volume variabile tra 60 e 150cc) limitano la quantità di cibo che può essere ingerito in un solo pasto, consentendo al paziente di raggiungere un precoce e duraturo senso di sazietà. Inoltre, con l’intervento di sleeve, viene rimossa quella parte di stomaco che produce l’ormone grelina, che contribuisce a determinare la sensazione di fame. Il nuovo transito alimentare nel neostomaco è molto veloce. Il meccanismo d’azione non è solamente di restrizione del volume, ma più complesso e su più fronti.
Dopo la sleeve, la digestione e quindi l’assorbimento intestinale degli alimenti rimane quello fisiologico; è quindi compito del paziente fare scelte nutrizionali corrette e di qualità per ottimizzare e mantenere nel tempo i risultati ottenuti con l’intervento bariatrico.

 

Quale comportamento alimentare è indispensabile rispettare dopo la sleeve?

Per il buon successo dell’intervento è importante che il paziente si attenga rigorosamente alle indicazioni alimentari e alla scansione temporale dei diversi periodi che caratterizzano la fase di svezzamento (dieta liquida, frullata, morbida, solida) per non incorrere in effetti collaterali che potrebbero presentarsi e per non rendere vani gli sforzi fatti fin qui.

 

La dieta dopo la sleeve gastrectomy

La dieta dopo sleeve è stata studiata per indurre un significativo dimagrimento. Cambiare le proprie abitudini alimentari e seguire in modo corretto un regime dietetico mirato, consente di ottenere un notevole calo ponderale e di mantenerlo più facilmente nel tempo. La collaborazione del paziente in questa fase è fondamentale. In caso di scarsa aderenza alle prescrizioni dietetiche e comporta mentali, la tasca gastrica potrebbe dilatarsi, vanificando lo scopo dell’intervento.
Ecco perché è necessario dare allo stomaco il tempo di abituarsi alle nuove dimensioni ed è quindi importante che lo svezzamento sia graduale.

Per ottenere i migliori risultati, la nuova alimentazione deve seguire uno schema preciso, con consistenza graduale, così suddiviso (i tempi sono indicativi perché possono variare da persona a persona):

 

1 – DIETA LIQUIDA (circa 500 kcal): per es. latte parzialmente scremato, yogurt magro o alla frutta senza pezzi, succo di frutta, brodo di carne o vegetale o passato di verdure. Gli alimenti andranno assunti nell’arco della giornata, frazionandoli a intervalli regolari secondo le indicazioni del nutrizionista.
In questa fase postoperatoria, le limitazioni dietetiche non garantiscono un adeguato apporto proteico per cui diviene necessaria l’integrazione con polveri proteiche o con supplementi in forma liquida pronti all’uso.

 

2 – DIETA MORBIDA (circa 1000 kcal): per es. latte parzialmente scremato oppure yogurt  magro senza pezzi di frutta; fette biscottate o cereali o biscotti secchi da prima colazione; pastina o riso al pomodoro o in brodo vegetale; pesce tritato o sminuzzato (2 volte alla settimana); carne bianca tritata (pollo, tacchino, etc) (2 volte alla settimana), carne di manzo tritata (1 volta alla settimana); ricotta fresca (1 volta alla settimana); 1 uovo strapazzota (1 volta alla settimana); patate lesse schiacciate; frutta grattuggiata o polpa di frutta, succo di frutta; olio extra vergine d’oliva (max 2 cucchiaini).

 

3 – DIETA SOLIDA (per sempre; ogni paziente può personalizzarla tenendo bene a mente di prediligere cibi solidi da masticare accuratamente ed inseriti sempre ai pasti principali).
La buona notizia è che non ci sono alimenti vietati, neppure la pizza a patto però che il paziente rispetti alcune regole comportamentali e faccia attenzione alla quantità, anche senza pesare e misurare gli alimenti ad ogni pasto ma acquisendo gradualmente la capacità di autogestire i consumi in funzione del proprio “senso di sazietà”. I cibi solidi hanno un tempo di permanenza nello stomaco più lungo e quindi favoriscono un senso di sazietà che perdura nel tempo.
In certi pazienti, occorre fare attenzione al reinserimento di alcuni alimenti, per es: carne rossa, cibi ricchi di semi (pomodori, fichi etc), cavolo, carciofi, fagioli e piselli secchi interi, funghi, peperoni, sedano, frutta secca o essiccata, cibi stagionati o speziati, cereali integrali, crusca, cocco; arance a spicchi, bucce degli acini d’uva.

Ovviamente occorre seguire un sano stile di vita (con qualche sgarro ogni tanto!) preferendo alimenti semplici e non elaborati, consumando molta verdura , aumentando il consumo di pesce, carne magra, evitando intingoli e sughi (olio extravergine di oliva è la scelta migliore non superando i 2 cucchiaini a pasto e limitando fortemente insaccati, formaggi, alimenti troppo … speziati, acidi, caldi o freddi. I metodi di cottura da preferire ? Al vapore, ai ferri, alla griglia (senza esagerare), al cartoccio.

 

 

Le principali regole di comportamento alimentare

  1. Mangiare lentamente per poter masticare bene
    A tavola non bisogna avere fretta, assumere piccoli bocconi alla volta, dedicando ad ogni pasto almeno 20 minuti, masticando a lungo l’alimento.

 

  1. Smettere di mangiare ai primi segnali di sazietà
    Quando si percepisce il senso di sazietà, interrompere il pasto indipendentemente dalla quantità di cibo rimasto nel piatto. Se si ha difficoltà a percepire il senso di sazietà, è bene segnalarlo al team di cura o al nutrizionista.

 

  1. Frazionare il cibo in 5 pasti
    Nell’arco della giornata, il cibo va assunto a colazione, pranzo, cena e 2 piccoli spuntini: a metà mattina e metà pomeriggio. È importante rispettare l’orario dei pasti In questo modo la distribuzione è equilibrata e non si “sfianca” la parete dello stomaco.

 

  1. Bere sempre a piccoli sorsi e lontano dai pasti
    Fino a 30 minuti prima del pasto e 60 minuti dopo. Si consiglia di bere almeno 1.5-2 litri di acqua naturale al giorno. Per renderla più gradevole si può aromatizzarla con verdure o frutta, in base ai propri gusti.

 

  1. Evitare le bibite gassate (anche l’acqua) e i superalcolici
    Sono sempre sconsigliate le bevande zuccherate (tè e caffè zuccherati, succhi di frutta, …), l’aggiunta di miele e zucchero, marmellate. Il caffè è sconsigliato nella nella prima settimana poi dalla seconda può essere aggiunto al latte a colazione, e magari anche un altro durante la giornata,  senza mai esagerare.

 

  1. Escludere momentaneamente i cibi difficili da digerire
    Parlarne con il proprio nutrizionista o al successivo controllo con il team. Alcune volte basta modificare il metodo di cottura o la consistenza per renderle più digeribili.

 

  1. Assumere eventuali integratori alimentari e farmaci in formula non effervescente
    I polivitaminici non fanno né ingrassare né dimagrire.

 

  1. Consumare i pasti a tavola
    Apparecchiare la tavola (anche se si mangia da soli) aiuta a creare una ritualità piacevole e a concedersi un momento nella giornata dedicato al cibo.

 

  1. Imparare a gustare quello che si mangia
    Ogni volta che si mangia è bene imparare a concentrarsi sul cibo e sui suoi sapori, odori e su tutti gli aspetti sensoriali del momento, senza leggere il giornale, chattare con lo smartphone, parlare di problemi di lavoro e tantomeno cenare guardando la televisione. Amare il cibo vuol dire concentrarsi su ogni boccone, prestare attenzione a tutte le sensazioni (olfattiva, tattile, visiva e gustativa) che esso ci stimola. In questo modo si raggiunge l’appagamento in piccole dosi e ci si alimenta in maniera sempre più consapevole. Un passo avanti notevole.

 

  1. Non coricarsi subito dopo mangiato
    È sconsigliato consumare il pasto serale in tarda serata e aspettare ad andare a letto almeno due ore dalla cena. 

 

 

**La d.ssa Monica Giuffrè è biologa nutrizionista e specialista in scienze dell’alimentazione. Sin dall’inizio della sua attività professionale ha sviluppato un forte interesse per le problematiche nutrizionali legate all’obesità e al percorso di chirurgia bariatrica. Attualmente svolge la sua attività nel team diretto dal dr. Vincenzo Borrelli,  Responsabile UO di Chirurgia Bariatrica, Policlinico San Pietro, Ponte San Pietro, BG.
È autrice e co-autrice di numerose pubblicazioni, con particolare interesse per la nutrizione postchirurgia bariatrica.

 

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