“Mio figlio, la mia forza di guarire, il mio desiderio di essere una mamma presente, una mamma che potesse badare a lui. Senza un corpo ingombrante ad impedirmelo. Senza la paura di sedermi a giocare con lui e non riuscire più a rialzarmi.”
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“Mio figlio, la mia forza di guarire, il mio desiderio di essere una mamma presente, una mamma che potesse badare a lui. Senza un corpo ingombrante ad impedirmelo. Senza la paura di sedermi a giocare con lui e non riuscire più a rialzarmi.”
“Mi ero comprata una collana, ma il mio collo era troppo grosso e non si chiudeva. E così ho...
Leggiamo la storia di obesità di Tiziana: dopo un bendaggio gastrico, grazie al quale aveva perso solo 3 chili...
“Il cibo: amante, amico, complice, ladro e assassino. La mia vita per lui, rinchiuso in una scodella che non...
“Ho partecipato sempre meno alla vita sociale, chiudendomi in casa, con il conforto amorevole di mia madre, che non...
Quando ero adolescente, dopo un intervento che ho fatto alla mano, ho cominciato a ingrassare perché mi sono chiuso in me...
“Tu non sai la mia storia, tu non hai mai camminato nelle mie scarpe. Non puoi giudicarmi senza averle...
Il corto “XXL” opera della giovane regista Maria Francesca Silvestri vince il premio “Città di Latina”.
Mi chiamo Rhea, ho 57 anni, sono nata obesa, nel senso che ero una bella bambinona di più di quattro...
La chetoacidosi è una complicanza che si verifica in mancanza di insulina, quando l’organismo non può trasformare il glucosio ed è quindi costretto a utilizzare gli acidi grassi per produrre energia. La trasformazione dei grassi causa l’accumulo – nei tessuti e nell’urina – di prodotti di scarto, i cosiddetti corpi chetonici. È una caratteristica del diabete di tipo 1.
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