L’obesità mi stava portando via il ciclo: è stato un campanello d’allarme

L’obesità mi stava portando via il ciclo: è stato un campanello d’allarme

Ciao, sono Francesca. Mi piacerebbe trasmettervi alcune riflessioni personali sul rapporto con il mio peso che sin da piccola è sempre stato superiore rispetto a quello che avrei dovuto avere. Con il passare del tempo, la sedentarietà, mi ha portato ad aumentare sempre di più. Spero con questo mio breve racconto di sensibilizzare e aiutare altre ragazze che si trovano in una situazione simile.

 

In realtà, per me il peso in eccesso non è mai stato … un peso!

Mi sono sempre sentita abbastanza adeguata dentro il mio corpo, più che altro sono gli altri, le persone che non mi conoscevano che vedevano in questo mio essere diversa dalla forma canonica qualcosa di negativo.

Il mio eccesso di peso non l’ho mai vissuto come un limite per vivere pienamente la mia vita. Ho sempre avuto una vita molto attiva socialmente, sono piena di amici, non mi sono mai sentita  “diversa” ecco, rispetto agli altri. Più che altro sono gli altri che avevano qualche problema, però – ripeto – non è mai stato un problema, anche grazie al mio carattere che mi ha aiutato molto a comunicare con le altre persone in modo sereno e senza complessi.

 

Sono arrivata a un certo punto però che il mio peso era diventato davvero eccessivo…

… tanto che pur essendo giovane avevo difficoltà nei movimenti, facevo fatica a respirare … a quel punto mi sono sentita pesante, troppo pesante rispetto alla mia età, alla mia vita, non ero più così tanto positiva come avrei voluto.

Poi mi sono trasferita a 22 anni a Milano quindi la mia priorità non era sicuramente quella di dimagrire, ho fatto subito un Master all’Università, ho trovato lavoro, ero totalmente concentrata su altre cose… la vita scorreva veloce e i chili aumentavano senza che me ne rendessi conto.

 

La giornata dello specchio: scatta qualcosa dentro di me

Un giorno, dopo la doccia passo davanti velocemente allo specchio lungo, lo guardo e torno indietro perché non mi sono riconosciuta. Non ho riconosciuto la mia figura specchiata. Sono io? Sono così davvero?! Mi sono riavvicinata allo specchio, mi sono riguardata e mi sono detta: “Ma come ho fatto a diventare così?! Non è normale, ci dev’essere qualche problema”.

Tra tutti i disturbi che l’obesità porta con sé c’è anche quello dell’amenorrea, ossia l’assenza del ciclo mestruale per lunghi periodi e io di questo problema soffrivo già da un po’. All’inizio, quasi quasi pensavo di essere incinta perché non mi capacitavo di avere una pancia così enorme, mi dicevo “ma quella non è la mia pancia, non può essere la mia pancia”. Ero stupita di essere diventata così! Quindi messaggi alle mie amiche, fotografie, ma guarda la pancia, ma secondo te sono incinta…”

 

Ovviamente non ero incinta ma ero arrivata a pesare 116 chili, molti soprattutto pensando che non arrivo neanche a un metro e sessanta di altezza. Mi sono davvero spaventata e stupita di non essermi resa conto di aver superato così tanto il mio solito peso: è stato un fulmine a ciel sereno.

Dopo la giornata dello specchio mi sono confrontata con tutte le mie amiche, una in particolare, diciamo la mia stella protettrice e mi ha confessato che già lei si stava preoccupando e mi ha fatto fare una promessa ovvero che dal mese successivo sarei dovuta andare in un centro specializzato per il trattamento dell’obesità a farmi visitare.

Mi sono spaventata talmente tanto che ho deciso di ri-iniziare la mia lotta contro i chili in più – ovviamente non era la prima volta che provavo a dimagrire – è una vita che sono a dieta, sono più gli anni che ho fatto a dieta che quelli in cui non l’ho fatta!

 

Un percorso su misura: quello che mi ci voleva per impegnarmi senza annoiarmi!

Ho iniziato un nuovo percorso alimentare. In realtà ho fatto una prima visita dove non mi hanno detto che cosa mangiare e che cosa non mangiare ma mi hanno dato dei suggerimenti fondamentali di comportamento alimentare, di ri-educazione alimentare. Non un piano alimentare specifico, pesato mi hanno lasciato libera e questo a me è servito tanto perché mi ha permesso comunque di vivere la mia vita sociale insieme ai miei amici. Mi piace uscire, mi piace stare in mezzo alla gente, quindi avere una dieta troppo rigida mi avrebbe fatto sentire limitata, non poter condividere anche solo un caffè sarebbe stato un problema.

 

Invece questo piano alimentare che è stato fondamentalmente scelto da  me, dosato da me mi ha aiutato.

Mi sono anche iscritta in palestra (il Covid-19 non era ancora comparso!), vincolandomi per un anno, perché – mi dicevo – “… se faccio  l’abbonamento mensile, probabilmente dopo un mese lo abbandono, così prendo un impegno per me stessa”; ho conosciuto belle persone che mi hanno stimolato a continuare, sia in piscina che in palestra, in una settimana facevo circa cinque allenamenti, un po’ di sala e un po’ di cardio, piscina, insomma un allenamento veramente vario che non mi annoiava, mi divertiva e non è un aspetto secondario; ho conosciuto un sacco di persone simili a me, diverse da me che mi hanno sostenuto, mi hanno aiutato molto e mi hanno consentito – insieme all’impegno che ci ho messo – di perdere peso: prima cinque, poi sei, poi dieci, quindici, poi venti e adesso sono già a venticinque e continuo, non voglio mollare…

Adesso sto continuando il mio percorso. Il mio obiettivo è quello di continuare a stare meglio, a sentirmi sempre più leggera e agile.

Da ultimo, voglio anche ringraziare l’Associazione Amici Obesi Onlus, che è stata molto importante durante il mio percorso di consapevolezza e che mi ha dato molto sostegno e conforto, senza giudicarmi.

 

Consiglio a tutte le ragazze giovani di provarci, provarci lentamente, non avere fretta perché non è una buona consigliera la fretta e di godersi la vita però sempre pensando alla propria salute e a volersi più bene di quello che normalmente si fa…

"Poter vivere una vita normale... non una vita a metà"

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