La storia di Alfonso, una vita sulle montagne russe

La storia di Alfonso, una vita sulle montagne russe

Sin da piccolo, ho avuto la tendenza ad ingrassare, bastava mangiare un poco di più e subito ingrassavo.

 

Per un periodo – mangiando bene e iniziando l’attività fisica, fino ai 21-22 anni ho mantenuto un fisico abbastanza normale. Avevo preso piacere a correre e mi allenavo tutti i giorni. Stavo male quando non potevo andare a sfogarmi con la corsa.

 

Un incidente mi ha bloccato … e mi sfogavo sul cibo!

Poi a 22 anni ho avuto un incidente di gioco a pallamano con conseguente pubalgia per quasi un anno. Con la pubalgia non ho potuto allenarmi, non potevo neppure camminare però poco intelligentemente – forse perché frustrato dalla situazione – ho continuato a mangiare come facevo quando praticavo attività fisica e così ho cominciato a mettere su chili su chili.

Dai 75 chili che avevo di media sono arrivato poco sotto ai 100, a 95 chili. Poi ho ripreso a fare attività sportiva per un altro paio d’anni ma ho perso solo qualche chilo arrivando sui 90 chili.

 

Alfonso, un gigante buono che continua a mettersi in gioco

Quando mi sono sposato, ho dovuto limitare l’attività fisica perché stavo sempre fuori casa e poi ho avuto la voglia di rimettermi a pari con gli studi che non avevo finito avendo vinto il concorso per allievi sottoufficiali a 16 anni. Mi sono diplomato in 3 anni di scuola serale e poi ho seguito un corso di laurea triennale in scienze politiche. E in questo periodo a far quadrare i conti del tempo con la famiglia, con l’Università, studiare di notte, le attività con l’esercito mi ha portato ad essere più nervoso e a sfogare questo nervosismo nel cibo che è la cosa più piacevole che abbiamo a portata di mano a basso costo

 

Quando la vita ti mette di fronte alle prove più dure

Un periodo mi sono messo sotto con la dieta, ero arrivato quasi a 120 chili e camminando, correndo e facendo attività fisica e controllando la dieta ero sceso sotto i 100 chili.
“Purtroppo un evento successo in famiglia – la perdita di un bambino al 4° mese – con lo stress dello studio, ho ripreso tutti i chili in pochissimo tempo. Quello che avevo perso in 3-4 mesi in un paio di mesi l’avevo già rimesso su con gli interessi fino a toccare i 160 chili”.

Poi ho fatto un altro tentativo dopo l’università, nel 2007, seguendo per 5 mesi una buona dieta e attività fisica di 1-2 ore ogni giorno sono riuscito a scendere fino a 107 chili. Solo che poi è successo un altro evento negativo, e quando succedono tendo a chiudermi in me stesso, a non cercare aiuto fuori e a rifugiarmi nel cibo. Nel 2010 ho ripreso tutto con gli interessi fino a toccare i 178 chili e questo – tra l’altro – mi ha creato un altro problema perché ho perso il mio lavoro.

Da militare, giustamente, bisogna stare entro determinati parametri di peso, di Indice di Massa Corporea (BMI).
Avrei dovuto essere pesare al massimo 86 chili ed ero praticamente il doppio. Mi hanno riformato e quindi ho perso il lavoro di militare che amavo tanto. Però, fortunatamente, sono riuscito a rientrare come dipendente civile dell’esercito e in questa occupazione non c’è nessuna limitazione di peso. Ancora una volta, il riscatto!

 

Nel 2013, la scoperta di Piancavallo

Una struttura ospedaliera riconosciuta a livello nazionale come punto di riferimento e di eccellenza per la cura dell’obesità grave.

Ho sentito degli amici che mi consigliavano di andare quanto meno a vedere che cos’era. Mi sono fatto coraggio, sono andato dal mio medico e mi sono fatto inviare presso questo Centro Auxologico e devo dire che la prima parte di ricovero che ho fatto – che è durata circa 40 giorni – ho perso 18 chili, naturalmente seguendo la dieta che ci davano loro e seguendo un’attività fisica giornaliera prevista nel programma, confortato dal fatto che non c’erano tentazioni in giro, anche perché il negozio più vicino è a circa 4 chilometri in montagna. Io ho seguito tutte le direttive.
Il problema è che uscendo fuori, se la forza di volontà non è sufficientemente forte, purtroppo si tende a perdere rapidamente i benefici o quantomeno si ricomincia a mangiare male.

Io sinora ho fatto 4 ricoveri a Piancavallo perdendo sempre un sacco di peso quando ero seguito e devo dire non soffrendo la fame, mangiando sano, non mangi cibo confezionato con condimenti strani, burro … si perde peso quindi in teoria dovrebbe essere facile anche farlo a casa, invece ogni volta per senso di vuoto o per altre motivazioni non sono mai riuscito a continuare.

 

L’intervento? Non sono pronto … l’impegno che ci vuole è notevole!

“Due anni fa ho voluto provare il percorso per vedere com’era fare l’operazione. In teoria, almeno due anni fa ero un candidato perfetto per fare l’operazione di chirurgia bariatrica … quello che mi frena dal farlo è l’aver ascoltato sia nelle lezioni a Piancavallo sia in quelle che ho fatto a Ponte San Pietro sia nei dossier su internet messi a disposizione dalla Società italiana di Obesità (SIO) o altre associazioni che in pratica dopo 4-5 anni se una persona non ha cambiato le sue abitudini dietetiche e di vita rischia comunque di ritornare al peso di partenza, nonostante abbia fatto l’operazione, quindi tutto comincia da una dichiarazione di volontà di voler cambiare radicalmente stile di vita. Se una persona non è convinta va comunque a perdere tempo a fare un intervento chirurgico, ammesso che il team lo valuti candidabile. Questo, ovviamente, è il mio pensiero.

 

È necessario concedersi del tempo per questa decisione

Io ho voluto concedermi del tempo fino ai 50-51 anni (manca poco!) per riuscire a scendere verso un certo peso e poi eventualmente considererò anche la chirurgia bariatrica.

Intanto ho seguito il gruppo di autoaiuto dell’Associazione Amici Obesi per farmi un’idea diretta di quello che sono i vantaggi e gli svantaggi del fare l’operazione.

 

Spero con la mia storia di essere utile a qualcuno nella mia stessa situazione.

GRAZIE DI AVERMI LETTO.
Alfonso

"Poter vivere una vita normale... non una vita a metà"

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