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Chirurgia bariatrica: quando è necessario re-intervenire? 20 gennaio 2018

Intervento del Dr. Giuliano Sarro, Direttore U.O.C. – Chirurgia Generale, Magenta – Abbiategrasso – ASST Ovest Milano

 

“Nel nostro centro dell’Ospedale di Magenta eseguiamo praticamente tutti i tipi di intervento di chirurgia bariatrica, dal posizionamento del palloncino intra-gastrico (BIB), al bendaggio gastrico, che negli ultimi anni ha avuto una netta riduzione, alla sleeve gastrectomy, al bypass nelle sue diverse forme, il mini-bypass e la diversione bilio-pancreatica. Grazie proprio all’ampia possibilità di scelta, cerchiamo di costruire l’intervento ideale per ciascuno dei nostri pazienti. Ciononostante, esistono dei casi i cui l’intervento fallisce ma la domanda da porsi è: è l’intervento che è fallito oppure il paziente che non ha seguito le indicazioni? Di solito, la problematica maggiore è la ripresa delle comorbidità che accompagnano l’obesità. Il paziente va rivalutato in toto per poter stabilire qual è l’intervento migliore (redo-surgery) per le sue condizioni, seguendo delle indicazioni di riferimento. ”

 

“Si deve re-intervenire in quei casi in cui il paziente riprende peso o non ha perso peso per cui deve essere reinquadrato. Molto spesso, questo tipo di pazienti ci arriva da altri Centri e deve essere rivalutato a 360 gradi e – se ci sono dei problemi comportamentali e nutrizionali – bisogna correggerli prima di portarlo all’intervento chirurgico. Il paziente dovrà fare una serie di accertamenti e occorrerà rivalutare la tipologia dell’intervento eseguito in precendenza per poter utilizzare una seconda chance ed eseguirla nel modo migliore. Questo tipo di chirurgia si chiama redo-surgery e può comprendere diverse situazioni: per esempio, il fallimento di un bendaggio gastrico si può sottoporre a sleeve gastrectomy o a bypass gastrico; un fallimento di una sleeve può andare incontro a un intervento di bypass e così via seguendo delle indicazioni chirurgiche di riferimento ben precise. Il problema maggiore in genere è il fatto che il paziente non solo recupera peso ma recupera le patologie associate (comorbidità) che sono quelle su cui noi dobbiamo andare ad agire per risolverle. Risolvere quella che è la sindrome metabolica che è presente in questi pazienti.

 

 

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