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Le difficoltà dell’obesità grave: quando il corpo va in crisi 20 gennaio 2018

Intervento del dr.ssa Giuliana Ziliotto, psicologa e psicoterapeuta, Ospedale San Giuliano, Novara

“Di una persona con obesità grave, l’immaginario comune coglie solo gli aspetti più visibili, estetici, spesso mettendo – per leggere la realtà – gli occhiali degli stereotipi. In realtà la compromissione è molto più complessa.” afferma la d.ssa Ziliotto.

 

“Il nostro corpo è sempre teso tra aspetti biologici e aspetti psicologici. Il corpo, se si vuole, è una cosa ma è una cosa un po’ speciale, dotata di senso.
Esiste il corpo oggetto, cioè il corpo in sé, nella sua realtà fisico-chimica e morfologica … ed esiste il corpo soggetto, ricco di affetti e significati.”

 

 

“Il nostro corpo ha una forte dimensione espressivo-comunicativa. Ci comunica bisogni, benessere, malessere, pensiamo per esempio al linguaggio della somatizzazione, una presenza forte della nostra parte psichica nella parte somatica.

Il corpo comunica con gli altri, e spesso la cultura riveste il corpo di simboli… pensiamo ai tatuaggi.”

Il corpo è quindi un pilastro per il consolidamento della propria identità. Per questo, il corpo in crisi, attraverso un’obesità grave, può risultare un’esperienza molto difficile. Viene attaccata una delle roccaforti dell’identità personale.”

“Non ci sono dunque solo rischi di elevata mortalità, di sviluppare patologie associate, di una riduzione della qualità della vita.”

“Poiché il corpo di ognuno di noi è un “corpo abitato”, l’obesità grave modifica il rapporto che abbiamo con noi stessi e verso gli altri e può creare gravi dissonanze interne o gravi cristallizzazioni. Il cambiamento diventa difficile ma non impossibile.”

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