Speciali UVSM

Il percorso chirurgico del paziente obeso a Novara 6 ottobre 2018

Intervento del prof. Sergio Gentilli, Direttore SCDU* Clinica Chirurgica, Università degli Studi del Piemonte Orientale, AOU Maggiore della Carità, Novara.
* Struttura Complessa a Direzione Universitaria

 

In questi due anni, nella Clinica Chirurgica della SCDU di Novara, ci siamo posti diversi obiettivi. Uno di questi è quello di intraprendere – anzi di riprendere il percorso necessario al paziente per affrontare un intervento di chirurgia bariatrica.

 

Ospedale Maggiore di Novara: un ospedale HUB

Va premesso, prima di parlare di tale obiettivo, che l’Ospedale Maggiore della Carità di Novara è un Ospedale HUB: che cosa significa? HUB è un termine poco conosciuto che deriva dalla gestione aereoportuale dove si definiscono hub gli aeroporti di smistamento più importanti. La Regione Piemonte ha preso in prestito questo termine per dedicarlo ad alcuni Ospedali e Novara è uno di questi. Sono quegli ospedali che drenano dagli Ospedali più piccoli del circondario una serie di patologie che la Regione Piemonte ha concesso di trattare. Sono inclusi svariati tipi di patologie, soprattutto oncologiche che vanno a coprire tutte le problematiche dell’apparato digerente e delle ghiandole annesse.

Proprio grazie al fatto che siamo un Ospedale HUB, abbiamo ottenuto il benestare della Regione Piemonte per intraprendere interventi di grossa chirurgia, tra cui la chirurgia dell’obesità (chirurgia bariatrica). In questo modo si vuole rispondere a una precisa domande del territorio, dove stanno aumentando i casi di obesità e dove c’è carenza di centri di riferimento. È stata infatti notata, in Regione Piemonte, una notevole fuga di pazienti verso altre Regioni che praticano con grossi numeri questo tipo di interventi.

Dopo un periodo di addestramento in grossi centri, adesso è già un anno e mezzo che ci dedichiamo anche noi, a Novara, di chirurgia bariatrica per rispondere in modo mirato all’esigenza del nostro territorio.

Il percorso bariatrico è un percorso multidisciplinare

Il primo medico a seguire un paziente con problemi di obesità è il Dietologo, come accennato dal dr. Mauro Brugnani, dirigente medico della SCDO Scienza dell’Alimentazione e Dietetica. Al Dietologo, questo tipo di pazienti può giungere attraverso diverse vie: o spontaneamente o inviati da altri Specialisti o anche da noi chirurghi perché può succedere – è successo più volte – che siamo noi i primi ad essere contattati dal paziente che magari si è informato online. Il percorso giusto, però, è sempre quello di intraprendere in primis la visita dietologica con lo Specialista Dietologo che valuterà insieme ad altri professionisti del team di cura ogni paziente in base a dei criteri prestabiliti.

 

I criteri di valutazione del paziente con obesità

I criteri sono molteplici. Innanzitutto, l’età del paziente, che deve essere compresa tra i 18 e i 65 anni pur non escludendo – soprattutto in altri Centri – anche pazienti in età pediatrica/adolescenziale. Questi pazienti devono avere un BMI, ovvero un Indice di Massa Corporea, compreso tra 35-40 se affetti da altre patologie (comorbidità) o maggiori a 40 se non affetti da comorbidità. Che cos’è il BMI? Il BMI è un indice, un numero che deriva da una semplice formula che mette in correlazione il peso del paziente con la sua altezza.
Prima di intraprendere il percorso bariatrico, è indispensabile che il paziente con
obesità, abbia provato più volte ad affrontare in modo serio il problema senza esserci riuscito ed è altrettanto necessario che sia un paziente collaborante, non dipendente da alcool e senza problemi psichiatrici.

 

Gli interventi bariatrici che possono essere eseguiti a Novara

Gli interventi di chirurgia bariatrica che possono essere eseguiti sono numerosi ma ultimamente la letteratura scientifica mondiale si è posizionata fondamentalmente su due tipi di interventi di chirurgia bariatrica: il più frequente è la sleeve gastrectomy, che consiste nell’asportazione della grande curva gastrica, e il secondo tipo di intervento è il bypass gastrico, in tutte le sue varianti.
Tende ad essere abbandonato ciò che generalmente viene richiesto più dal paziente che è il banding gastrico (bendaggio gastrico) che consiste nel posizionare un anello calibrabile nella parte più alta (prossimale) dello stomaco in modo da dare al paziente un immediato senso di sazietà. Nel corso del tempo i risultati di questo tipo di intervento sono stati scarsi e spesso hanno richiesto la rimozione e la trasformazione in un altro intervento di chirurgia bariatrica.

 

Quale intervento decidiamo di fare e perché?

C’è da tenere presente a questo proposito che alcuni pazienti presentano comorbilità che pur non controindicando alcun intervento chirurgico, beneficiano maggiormente del bypass. Tra questi pazienti vi sono quelli che soffrono di malattia da reflusso gastroesofageo o quelli definiti come “pazienti non complianti” cioè pazienti che soprattutto il Dietologo o lo Psicologo valutano come pazienti che non riusciranno a seguire una dieta corretta dopo l’intervento bariatrico. Sono pazienti che si alimentano soprattutto con cibi ipercalorici morbidi che sarebbero in grado di “neutralizzare” l’effetto benefico di una sleeve gastrectomy.
Gli interventi vengono fatti in laparoscopia con pochi accessi chirurgici centimetrici.

 

A disposizione anche un’efficiente attività robotica

In questi ultimi anni, siamo stati in grado anche di attivare l’attività robotica dedicandola ad alcune patologie di varie competenze che vanno dall’urologia alla chirurgia generale come siamo noi e alla ginecologia. La chirurgia robotica può avere un ruolo importante soprattutto per le suture del paziente sottoposto a bypass gastrico.

 

Quali sono i tempi di degenza

Ci viene spesso chiesto dai pazienti quali siano i tempi di degenza nella nostra Struttura. I tempi di degenza sono brevi. Noi attualmente teniamo i nostri pazienti ricoverati circa tre-quattro giorni.

 

Altre attività professionali del Centro di Chirurgia di Novara

Le attività del nostro centro sono molteplici. Dopo una complessa domanda ministeriale, siamo riusciti negli ultimi mesi ad ottenere il via libera per avviare dei corsi di formazione di chirurgia su modello animale vivente, in programma già per il 2018.