Speciali UVSM

L’obesità e il suo approccio terapeutico 6 febbraio 2018

Intervento del dr. Mauro Brugnani, Dirigente Medico della SCDO* Scienza dell’Alimentazione e Dietetica dell’ AOU Maggiore della Carità di Novara.
* Struttura Complessa a Direzione Ospedaliera

 

Perché parlare di obesità?

Sappiamo oggi che l’obesità è una malattia cronica, non è un semplice problema estetico, e come tale responsabile di una serie di complicanze e di problematiche sulla salute e sull’aspettativa di vita di chi ne soffre. L’obesità si accompagna, infatti, ad alcune malattie metaboliche, in primis il diabete di tipo 2, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO/OMS) ha coniato il termine diabesità proprio per riassumere lo stretto legame tra queste due patologie croniche. Ma l’obesità si accompagna spesso anche a un aumento dei livelli di colesterolo nel sangue (ipercolesterolemia), ipertensione arteriosa, maggior rischio di patologie cardiovascolari come l’infarto, una serie di problemi alle articolazioni legate al maggior carico dovuto all’eccesso di peso, problemi respiratori come le apnee del sonno, la steatosi epatica, cioè l’infarcimento di grasso nel fegato non legato a problemi di alcool o di altre malattie, aumentato rischio di alcuni tumori, fra tutti soprattutto tumore della mammella e tumore del colon.

 

Oltre a complicanze fisiche anche problemi della sfera psico-sociale

Accanto ai problemi fisici vi sono una serie di problemi psicologici e di natura psico-sociale che riguardano il rapporto della persona con l’ambiente che lo circonda e in cui vive, che si scontra con il pregiudizio e lo stigma dilagante verso le persone che soffrono di obesità, il rapporto con i familiari e con l’ambiente di lavoro.

L’obesità è una patologia in aumento, in particolare nel Mondo Occidentale ma oggi sta diventando una problematica grave anche nei Paesi in via di sviluppo e in evoluzione socio-economica dove paradossalmente si associano popolazioni con carenze da malnutrizione ad altre in eccesso ponderale.

 

Cosa succede in Italia?

Secondo gli ultimi dati Istat pubblicati sull’Osservatorio Salute, 2016, che si riferisce a un’indagine del 2015, attualmente in Italia, circa il 45% della popolazione ha un eccesso ponderale, di questo un 35% è in sovrappeso e circa il 10% è obeso. La distinzione tra sovrappeso e obesità si basa su un indicatore che tiene conto dell’altezza e del peso di ciascuno di noi e che si chiama Indice di Massa Corporea (BMI dall’inglese Body Mass Index) che consente di indicizzare i vari gradi dell’eccesso di peso, dal leggero sovrappeso fino all’obesità patologica, passando dai vari gradi dell’obesità. Si tratta di un parametro che oggi viene messo in discussione – almeno come unico parametro di riferimento – perché ha alcuni limiti ma rimane un criterio di base utile per differenziare in qualche modo i gradi dell’eccesso di peso. Circa l’1% della popolazione si situa nei gradi più alti dell’obesità, con un valore di oltre 40 di BMI che definisce l’obesità patologica.

In Italia, l’obesità patologica è un problema prevalente al Sud, soprattutto nei bambini e nei giovani, e tende ad aumentare con l’età. In Piemonte, la nostra Regione, stimiamo un sovrappeso nel 32% dei soggetti e un’obesità nel 9%, in età pediatrica circa il 18%.

C’è da dire che in questi ultimi anni non abbiamo seguito il trend in continua crescita dell’eccesso di peso che si è osservato in altri Paesi Europei ed Extra-Europei e i livelli si mantengono stazionari ma richiedono comunque un grande attenzione.

 

Che cosa si fa nella Struttura Complessa di Novara di fronte ad una persona con eccesso di peso?

Noi da anni, da quando esiste il Servizio di Scienza dell’Alimentazione e Dietetica della SCDO di Novara, abbiamo attivato degli Ambulatori dedicati al problema dell’eccesso ponderale e a partire dal 2002 ci siamo anche interessati di chirurgia bariatrica. Insieme a un chirurgo bariatrico che era presente precedentemente in questa struttura per alcuni anni sono stati inviati dei pazienti alla Chirurgia dell’obesità presso il nostro stesso Ospedale di Novara. Poi per vari motivi l’attività si è fermata ed è ripresa dall’inizio del 2016, in parte per volontà dell’Azienda Ospedaliera e in parte per le numerose richieste dei pazienti stessi che abbiamo continuato a seguire, per offrire loro un Punto di Riferimento nel proprio territorio senza la necessità di inviarli in altri Centri, magari extra-Regione con tempi di attesa particolarmente lunghi e carico più pesante per pazienti e familiari. Quindi dal 2016 si è ripartiti con l’attività della chirurgia bariatrica grazie alla presenza di un team chirurgico competente ed efficace.

 

 

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