Ma chi credi di essere, il Padretèrno?

Ma chi credi di essere, il Padretèrno?

“Mi ero messa in testa che forse non mi meritavo di dimagrire, che dovevo rimanere obesa tutta la vita …” confessa Veronica, per gli amici Veve, mamma di due splendide bambine, e con un sorriso irresistibile!
“Finché scopro il gruppo su facebook dell’Associazione Amici Obesi Onlus. Sono loro che mi hanno dato la carica, la spinta giusta per voler cambiare davvero …. Io venivo da un’esperienza in cui l’obeso è solo, non sa con chi confrontarsi; pensavo che tutti quelli intorno a me – anche quelli che vedevo obesi – stessero bene con se stessi, non avessero i miei problemi. Ero concentrata solo su di me”.

“Finalmente ho trovato delle persone che raccontandosi, mi hanno fatto capire che invece, è una scelta nostra un po’ la solitudine”.
“Oggi sto meglio, i risultati ci sono ma grazie a me, mi sento di darmi grandi riconoscimenti e voglio condividere la mia storia con chi può averne bisogno”.
“La mia famiglia mi ha sempre supportato anche nei momenti più difficili e di questo sono molto felice”.

 

Non sei il Padretèrno

“Dopo avere accumulato molti chili, provato tante diete e visto tanti medici, incappo in una dottoressa che mi dice in modo molto violento ma che – con il senno di poi – mi ha fatto bene “ma cosa pensi di essere – il Padretèrno, che decidi tu che cosa fare e che cosa non fare? Non hai ancora capito che l’obesità è una malattia. Te lo vuoi mettere in testa?! Voi persone con obesità non potete farvi colpa di tutto perché il peso che avete in più non è colpa vostra. Ci sono delle situazioni che vi hanno portato a usare il cibo come riempitivo e non ne potete fare a meno….”.

 

Le mie bambine sono state la molla per il cambiamento

“Ne ho preso coscienza durante il percorso psicologico. Una delle due, più fortunata mangia quello che vuole e non ingrassa, la seconda invece ha “ereditato” la mia tendenza a ingrassare. Mi sono sentita molto responsabile nei suoi confronti per cui non potevo predicare bene e razzolare malissimo. Dovevo fare una scelta forte, forte perché da sola non ce la potevo fare, perché le diete con me non funzionavano più. E poi parliamoci chiaro, perdere due chili è un conto, perderne 30-40 diventa un percorso lungo, difficile, che ti mette a durissima prova”.

 

È cambiato il mio punto di vista

“Ho avuto paura di non farcela ma in questo percorso di rinascita è cambiato il mio punto di vista, nei miei confronti e nei confronti anche degli altri. Prima c’era sempre la paura: chissà gli altri che cosa pensano di me, non mi accettano perché sono grassa, sono pesante…. Io dicevo sempre al mio terapista – Emanuel Mian –  che mi sentivo come un palloncino (e adesso lo tengo sempre al collo, con il mio ciondolo!) perché mi sentivo pesante, paragonavo la mia pesantezza, la mia severità anche mentale al mio peso. Prendendo maggiore consapevolezza mi sono accorta che gli altri ci guardano come noi decidiamo che ci guardino. Mi sono resa conto che chi non mi voleva bene prima, s’è comunque allontanato, chi mi ha sempre voluto bene mi è rimasto a fianco e mi spinge ad andare avanti, a mettermi in gioco”.

 

Ho scoperto l’invidia

“… perché nel volersi migliorare, c’è chi diventa invidioso e non vuole un nostro miglioramento… motivo in più per andare avanti e per farcela! Un po’ per fare una pernacchia a tutti quelli a cui – magari – questo cambiamento non gli faceva comodo. Io oggi non so spiegarmi perché delle persone non ci vogliono vedere star bene però fortunatamente sono lontane da me. Qualcuno mi ha detto: evidentemente non sono amici! Ho fatto fatica a elaborarlo.”
“Mi sono sentita dire dal psicoterapeuta che mi segue che il cambiamento vuole anche che si cada per poi rialzarsi ma gli scivoloni ci sono e vanno messi in conto quindi avere un supporto nel quotidiano su cui contare è fondamentale”.

Cambiare è importante ma non necessariamente rivolto al peso, cambiare mentalità … è necessario sempre nella vita evolversi”.

“Oggi penso che il cambiamento più importante che ho fatto è la serenità e la consapevolezza interiori più ancora della perdita di peso. Questo è il consiglio che posso dare: migliorarsi, non pensare al giudizio degli altri, perché chi ci tiene a noi sarà in grado di capire e di affiancarci anche nei momenti più critici”.

 

 

 

Associazione Amici Obesi Onlus
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